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Come sono:
Il mondo nella mente

Se avessi un cuore dovrei soffrire a questo punto, ma soffro di un dolore che non mi appartiene.
Essere plurali.
Simone De Beauvoir.
"La nostra identità è cosa buona quando sente il bisogno delle altre identità: è il nostro paradossale essere plurali".
Ma .. è davvero così?

Tendo a chiudermi fuori nella vita. Fuori casa, fuori ufficio o fuori dalla macchina -che credevo rubata invece era parcheggiata in una via diversa-; vado contromano in vaporetto o in treno; la retromarcia l’ho imparata di recente ma ne diffido, parcheggio la macchina come la bici: di lato. Forse sono chiusa fuori e devo farmene una ragione.
La parte più difficile di questo esordio, a parte crederci, è stato.. tornare da Trento. Lo scorso anno a maggio, decisa a riprendere in mano la mia antica passione per la scrittura dopo aver tentato -e mollato- di imparare a nuotare e/o andare in palestra mi iscrissi a un corso a Trento, e così mi ritrovai alla stazione. Di corsa e col panico che mi provocano i posti che non conosco, presi un treno convinta di aver letto che andava a Verona.
In realtà a Verona ci andava un treno, ma una riga sotto quello che avevo preso io. Ad un certo punto mi ritrovai a vedere cartelli con nomi strani, con dei puntini sopra le vocali e – questo mi allarmò oltremodo – vedevo gente in tuta da sci. Il treno andava a Zurigo.

Per dire, una delle vie che preferisco a Roma è via delle Coronarie. Quanto batte il cuore quando si esce dal campo e si va in città, si perdono i punti cardinali conosciuti e ci si deve tuffare in questo oceano dove a ogni via dai una tua interpretazione e crei un nome per rendertela familiare, pura geografia emotiva. Quando l'ho percorsa, uscendo dal mio 'campo' visivo ed emotivo mi scappava di essere gioiosa e felice ma, al tempo stesso, mi sentivo la paura salirmi alla gola come quando si entra nell'acqua e ti spingi in là. Ti devi fidare del nuovo che ti viene incontro ma io ho sempre voglia di tornare indietro per paura, ho i miei dieci metri di libertà dalla mia catena mentale.

Il mio modello letterario è Virginia Woolf, su tutti. Il saggio “Una stanza tutta per sé” dovrebbe essere messo a corredo o, se vogliamo restare nelle atmosfere de “L'ordine innaturale”, dato in dote a ogni signorina che si accinge a diventare donna. "La notizia dell’eredità mi raggiunse una sera più o meno alla stessa ora in cui veniva approvata la legge che concedeva il voto delle donne. La lettera di un avvocato cadde nella cassetta della posta e dopo averla aperta scoprii che la zia mi aveva lasciato cinquecento sterline l’anno a vita. Delle due cose – il diritto al voto e il denaro – il denaro, devo ammetterlo, mi sembrò di gran lunga la più importante.”

L'indipendenza economica porta, quasi sempre, a quella emotiva.
A quella geografica no.

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  • 2
  • E la terra viene battuta come piante di fagioli secchi buttate sulle pietre arse per essere finite dai bastoni di chi le ha amorevolmente piantate e fatte crescere.

  • 3
  • E le donne nascondono tra sottovesti di raso liso e pelli immacolate inviolate dai raggi del sole verità di legno.

  • Una bambina dispettosa come una capra affronterà il mondo in cui è cresciuta. Sfidandolo.

  • 4
  • Una bambina tenterà di diventare donna

  • Scoprendo che è possibile sopravvivere alla furia tappandosi le orecchie del cuore per non sentire.

  • 5
  • Andando (in)contro a..

  • L’Ordine innaturale degli elementi

  • Amando gli elementi naturali più di se stessa

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