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Prima Dimensione

24ore

Ieri ho chiamato una collega mentre era dall'avvocato per avviare le pratiche del divorzio. Mi spiace, le dico poi. Eh, la vita è così. Ma scusa, non potevi divorziare in un altro momento e finirmi il lavoro che stavi facendo?

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áristos, "il migliore"

Sì, confesso l'insofferenza.

E, in principal modo, l'arroganza.

"Assemblaggi geometrie mito e memorie nei gioielli di Krugen, Peters, Puig Cuyàs, Visintin".

Pensieri Preziosi 3. 16 dicembre 2006 - 4 marzo 2007. Oratorio San Rocco - Via S. Lucia - Padova.

Gioiello d'arte contemporaneo.

E' la naturale prosecuzione di un dialogo iniziato proprio il sedici dicembre, a due passi dall'Oratorio San Rocco, nello studio Marijke.

Conversazione, meglio, Juxtaposition (Pavel Opocensky - Jantje Fleischut). Giustapposizione.

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filologia

Certamente sono pazza, ma guardando all'opera di Peter Skubic non riesco a fare a meno di pensare a un principio di filologia. 

Skubic, considerato 'un ribelle', lavora molto con gli specchi, io sto guardando una sua opera del 2005, una scultura a parete, 'acciaio nobile, lacca blue, nera'.

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gli ornamenti delle donne

Noi incolpiamo il primo di ambizione e il secondo di prostituzione, affinché sin d’ora, o serva di Dio, tu veda ciò che di essi convenga al tuo genere di vita, che tu debba giudicare su una condotta così diversa dall’umiltà e dalla castità". 

Gli ornamenti delle donne 

Tertulliano 

Nuova Pratiche Editrice, Parma 1987 

Introduzione, traduzione e note di Maria Tasinato 

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il cielo sopra Berlino

C'è che da quando sono ritornata - e la voglia di tornare c'era - altro non ho che voglia di ripartire. 

E non è nemmeno voglia di "vedere", quella frenesia che ti porta, attrezzato di cartina, a camminare per ore cercando quello di cui hai sentito parlare. 

E' una cosa che non so descrivere, spiegare, ed è legata alle emozioni che ho provato leggendo, scrivendo, guardando, toccando.

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il grottesco e la pietà

Le riprese

Mia nonna è alle prese con le riprese. 

Riprese e ripresine.

Si sa, è un'artista del rammendo. 

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notebook

“Dacci oggi il nostro male quotidiano”.  

Mi sono sempre divertita a ritagliare le preghiere per poi rifarne delle versioni mie, come faceva mia cugina sarta con la stoffa mettendoci sopra il cartamodello di velina che trovava nel “Burda” e poi, col gessetto bianco o giallo, tratteggiava le linee da seguire con le forbici. 

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orfeo in Paradiso

"Orfeo in Paradiso", di Luigi Santucci, Vincitore del Premio Campiello 1967. 

Un libro pulito, senza sovrastrutture, alibi, escamotage, giochi o giri di parole. 

Meraviglioso e struggente.  Se mi chiedessero di quale amore vorrei essere capace risponderei senza esitare dell'amore di Orfeo. 

E' un libro "per amare" più che d'amore.  Si può scrivere per amare, questo sì. 

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persona

Persona, Bergman 1965, non mi sconvolge nella misura in cui dovrebbe farlo.

Ullmann e Andersson partono da due punti - ovviamente ma altrettanto inevitabilmente - opposti per aderire a una 'innaturale' immedesimazione alla fine della pellicola. 

Non è poi altrettanto naturale parlare di fine film arrivati agli 80 minuti. 

Bergman non ci porta alla ribalta un processo filmico, né tanto meno psicologico, così inquietante. 

Anzi, direi che a tratti la sceneggiatura rasenta il grottesco, non ricercato. 

In campo abbiamo i due opposti - quindi matematicamente uno zero - che corrono veloci verso l'unione. 

Il mutismo e la verbosità indotta. 

+ o -, certo, ma anche - o +. 

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santa Barbara

Andavamo a comprare la stoffa per farci i vestititi, partivamo la sera io e mia cugina con la 126 rossa che aveva comprato andando in fabbrica. 

Gli orli ai jeans si impennavano sulla stoffa irrequieta, come pelle che non vuol essere ricongiunta, come una ferita che non vuol essere rimarginata. Gli aghi Singer che lei conservava preziosamente dentro le scatolette di latta vuote che prima avevano contenuto caramelle poi diventavano la nostra santa barbara personale. La fascetta colorata degli aghi indicava quanto grossi erano, e quindi adatti a cucire certe stoffe, avevano anche loro un gambo che andava innestato nella macchina da cucire, come una protesi metallica, un arto meccanico che macinava metri di stoffa di ogni pesatura. 

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Venere in pelliccia

<L’enjambement emotivo, una sorta di alterazione dell’unità recitante, Roman Polański lo innesca immediatamente: quando ci dirigiamo, con lui e Thomas (Mathieu Amalric  che io ho adorato in Le scaphandre et le papillon) verso il Teatro dove si svolgerà l’intera messa in ‘vita’, non in scena: le carte sono già tutte sul tavolo. 

Emmanuelle Seigner, moglie di Polański, l’aspirante attricetta fintamente sprovveduta (cosa vuol insinuare Polański? Mai fidarsi delle apparenze?) si toglie ben presto il mito del deuteragonista: lei non affianca manco per un secondo l’adattatore, anzi, lo sbeffeggia e lo punzecchia.. proprio come piace a lui, come lui vuole: ridere di sé e del suo presunto potere come ‘regista’ (Venere: “legga, legga, dovrebbe sapere tutto è lei il regista.. no no no, l’adattatore…”, Thomas: “ma cosa dice, tutto? Io sono l’adattatore, non sono un attore, non so niente”, lei: “Thomas, lei ha tutto in testa, dovrebbe fare lei Venere. Lei sa come vuol far andare le cose”.  

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Seconda Dimensione

fa che parli del mio amore

Me ne rendo conto, sono una visionaria... me ne rendo conto ogni volta ti vedo e cominciamo a parlare.

Tu e io non parliamo di gioielli, noi due parliamo di  possibilità, di ipotesi, di quel tempo che passiamo ad aspettare di scattarla quella foto.

Eppur ci vediamo poco, per colpa mia, lo so bene... ma c'è quel malsano senso di "inferiorità" che mi fa evitarti quando sono certa di trovarti.

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illusioni_stato dell'arte

Tranelli. 

Ho smesso di tendermene. 

Oggi respiro aria di neve. O di pioggia. 

Mi affaccio alla finestra e vedo un muro di pietre che pone un confine al mio sguardo. 

Oltre non immagino. 

So che dietro c'è un campo. 

Vero.

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salvaci

lettera di Alda Merini al medico in manicomio

Sai, ieri è accaduta una cosa terribile. 

Un signore del nostro palazzo si è tolto la vita, non riesco nemmeno a dirla "quella" parola. 

Pensa, nostra figlia si era appena alzata, non aveva ancora fatto colazione e già la polizia era alla nostra porta per interrogarci. 

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Terza Dimensione

18 aprile 1939

Io non credo abbia importanza che le cose siano accadute. 

Importa se le sento accadere. 

Non so se quello che ricordo è vero, ma vero è il dolore che provo. 

Anche quando i ricordi che ricordo non sono i miei. 

Creo dei personaggi per parlare di me, e attraverso loro parlo di me. 

Ma non domandatevi quali fatti, della mia vita, sono reali o meno. 

Non domandatevi se non sia piuttosto il riflesso di una mia reazione, o di un altro essere.

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amami quando lo merito meno

Sì, è il bracciale che avevo scelto per me.

Che avevo visto un sabato pomeriggio circa due anni fa, anzi, esattamente due anni fa.

Due anni il due giugno. 

Io non volevo nemmeno entrare in quel negozio, anche se ci passavo davanti tutte le sere.

Nemmeno li ricordo i pensieri che pensavo in quel periodo, certamente il solito senso di inadeguatezza che provo nei confronti di qualunque forma di bene.

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che luce fai

Lasciamelo credere possibile, lascia che si prenda gran parte dei pensieri e del sonno, in fondo, che te fai di un sonno vuoto?

Lascia che sia, che prenda la forma dei nostri desideri, in fondo prima non desideravamo.

Seta, vuoi che te ne parli?

Sì, l'ho letto, ho letto tutto Baricco... ti metti le mani sulle orecchie? 

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“Sono quanto di più scorretto io abbia incontrato nella mia vita.”

Impari la lentezza.  Ti agiti meno in giro. Diminuisce il numero dei tipi di danza. 

Temo di non essere preparata, devo confessarti: sto cercando qua e là.

Ma non ho i libri che mi servono. 

E tu sai bene che io leggo per rubare, per - credo - agitarmi (ma di più agitare per trovare). 

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