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<L’enjambement emotivo, una sorta di alterazione dell’unità recitante, Roman Polański lo innesca immediatamente: quando ci dirigiamo, con lui e Thomas (Mathieu Amalric  che io ho adorato in Le scaphandre et le papillon) verso il Teatro dove si svolgerà l’intera messa in ‘vita’, non in scena: le carte sono già tutte sul tavolo. 

Emmanuelle Seigner, moglie di Polański, l’aspirante attricetta fintamente sprovveduta (cosa vuol insinuare Polański? Mai fidarsi delle apparenze?) si toglie ben presto il mito del deuteragonista: lei non affianca manco per un secondo l’adattatore, anzi, lo sbeffeggia e lo punzecchia.. proprio come piace a lui, come lui vuole: ridere di sé e del suo presunto potere come ‘regista’ (Venere: “legga, legga, dovrebbe sapere tutto è lei il regista.. no no no, l’adattatore…”, Thomas: “ma cosa dice, tutto? Io sono l’adattatore, non sono un attore, non so niente”, lei: “Thomas, lei ha tutto in testa, dovrebbe fare lei Venere. Lei sa come vuol far andare le cose”.  

Mai, mai per mezzo istante, il regista smette di fustigarsi adottando, di volta in volta, escamotage più o meno visti: il tutto è gestito magistralmente; la sovente richiesta  regolazione delle luci da parte della Venere attinge all’immaginario ‘di bassa breve’ di gran parte dei nostri sogni erotici. 

La possibilità di regolare le luci: e chi non ha avuto ‘sto desiderio proibito?

C’è tensione in sala, le risate degli uomini sono smorzate dai commenti – a voce bassa – delle donne, gli spettatori iniziano a ‘godere’ con Thomas, tutti. 

Ecco, in questo il regista è stato magistrale, porta a un grado di soddisfazione percepita tutti, uomini, donne, giovani e meno giovani e tutti abbiamo pensieri ‘truffaldini’ che ci frullano in testa. 

Sulla storia non mi soffermo: basta vi leggiate un po’ di recensioni copia-incollate; io vi invito ad andarlo a vedere perché è un film ‘sincero’, oltre che a essere condotto da dio, un film succulento, lascivo e possibilista. 

Chiudo con una citazione che mi frulla in mente da ieri.

“Nella passione non c'è rispetto. Per questo, in fin dei conti, risulta essere più distruttiva che costruttiva. Ma, di passione in passione, si finisce per capire cos'è l'Amore”. 

Françoise Dolto - Psychanalyste française

Secondo me, qui, c’è Amore.

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