• Dimensioni

    Dimensioni

Me ne rendo conto, sono una visionaria... me ne rendo conto ogni volta ti vedo e cominciamo a parlare.

Tu e io non parliamo di gioielli, noi due parliamo di  possibilità, di ipotesi, di quel tempo che passiamo ad aspettare di scattarla quella foto.

Eppur ci vediamo poco, per colpa mia, lo so bene... ma c'è quel malsano senso di "inferiorità" che mi fa evitarti quando sono certa di trovarti.

Infatti oggi mica pensavo di trovarti lì, sono rimasta spiazzata, e non potevo tornare indietro.

Non è questione di gioielli sai, è qualcosa in più, è quello di cui parlavo stamattina... quell'aspettare di fare la foto, di quel clic.

E' l'attesa di quel clic.

Tu, con i tuoi gioielli mi hai dato modo di vedere mille visi.

Di vedere lo stupore nei suoi occhi, la gioia nella voce, la felicità.

Sai, io non li considero solo gioielli, se pur geniali nella fattura, "visionari" nell'ambizione, sì, li considero... sai quando ti parlai dei gioielli di famiglia? Della catenina d'oro del battesimo, delle iniziali d'oro, del braccialettino con incisa la tua data di nascita.

I "ricordi", i famosi "ricordi". 

Quelli che tua madre tiene gelosamente dentro qualche borsa non più di moda, assieme al tuo primo taglio di capelli, le scarpine del battesimo, il vestitino, la copertina; i famosi "ricordi di quando eri piccolo".

Ma tu hai pensato a un ricordo?

Quanto grande è? 

E come sia possibile farlo stare dentro quella borsa.. davvero è un mistero.

E mia madre ci tiene a quella borsa, a quei "ricordi", tiene più a quel ricordo che a me.

Decisamente.

Ma perché, dentro a quella borsa, non ci stanno cose passate, ricordi, no, dentro quella borsa ci stanno le speranze di allora. 

Ci sta quello che lei avrebbe voluto, per me.

Ci stanno i suoi sogni, per me.

Disattesi, delusi, falliti, infranti. 

E ora, ora che quella borsa pesa come il piombo vorrebbe ridarmela... vorrebbe la tenessi io, "quando sarò morta la terrai tu, ci sei tu là dentro, come eri bella da piccola".

Una borsa - fuori moda - che pesa come il cemento.

Mi sono persa, come sempre.

Non sono gioielli, solo, è il pensiero di un uomo, che in quell'oggetto ci ha messo parte di sé, una intuizione, una carezza, una virata, una nota.

In quell'oggetto c'è lui da piccolo, lui appena nato, con una borsa di ricordi pesante come il piombo, c'è lui coi capelli corti che corre felice, c'è lui che scorge una bacio, una carezza, immagina l'amore.

Come sarà.

26 ottobre - 24 dicembre

Marijke Studio

Gioiello d'autore

Via Boccalerie 21 Padova

"Solo-Quartett"

Sabine Steinhausler

Henriette Schuster

Bettina Dittlmann

Andrea Wipperman

Germania

Logo Footer

Barbara vive a Padova
con-tatto@barbarabuoso.it

Copyright® 2016 Barbara Buoso - Tutti i diritti sono riservati